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11 novembre 2013

La seconda edizione del premio letterario bandito dalla Fondazione Gabriele Sandri, si è concluso nella data solenne dell'11 Novembre, nell'Istituto Comprensivo La Giustiniana, davanti ad una platea composta in netta maggioranza come volutamente cercato, dagli studenti delle classi terze medie dell'istituto. Diversamente dalla precedente edizione che ebbe luogo nella sala della Protomoteca del Campidoglio, quest'anno abbiamo scelto una location a più stretto contatto con i giovani ma senza perdere il legame con le istituzioni egregiamente rappresentate anche lontano dai palazzi abituali. L'ideatore del premio letterario intitolato a Gabriele, Maurizio Martucci non è potuto essere presente per questioni legate alla salute, cogliamo quindi l'occasione per salutarlo e per porgergli un ringraziamento speciale per le energie e l'impegno dimostrate negli anni precedenti.

Tra gli ospiti intervenuti, ricordiamo il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che si è favorevolmente espresso sul progetto che vedrà fondazione e regione collaborare nelle scuole del territorio laziale. Progetto mirato a divulgare una corretta cultura dello sport vissuto eticamente e nel rispetto delle regole, stimolando così gli studenti  ad ideare uno slogan ideale in grado di sintetizzare tali valori. Progetto immediatamente accolto anche dal direttore generale della federazione italiana giuoco calcio Antonello Valentini, che ha dato subito l'ok ad esibire gli striscioni più meritevoli nel corso delle competizioni valide per il campionato di calcio della massima divisione.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'Assessore allo Stile di vita ed allo Sport del comune di Roma Capitale Luca Pancalli, particolarmente sensibile al tema dello sport e dell'approccio che i ragazzi devono imparare ad avere con esso. Affatto scontata la sua riflessione sull'ingiustizia subita da Gabriele, ingiustizia assoluta che mai e poi mai dovrà ripetersi, ed è proprio per questo che l'aspetto valoriale deve salire in cattedra guidando le generazioni future come quelle del presente.

Una giornata particolare per tutti coloro che hanno seguito la vicenda legata all'ingiustizia che ha subito Gabriele, ma mai quanto per la famiglia, presente al completo e rappresentata dal nostro presidente Cristiano Sandri che ha inaugurato la giornata dopo i dovuti rinagraziamenti al dirigente scolastico Annamaria De Luca.

 

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Il pensiero di Cristiano in occasione dell'11 Novembre 2013

"Ogni anno, inesorabilmente, sopraggiunge questa giorno: 11 Novembre.
L'11 Novembre 2013 ricorrerà il sesto anniversario della tragica morte di Gabriele.
E' inutile dire che per la famiglia questa data rappresenta una sorta di sospensione del tempo. Non ci sarà giorno in cui il nostro pensiero potrà distogliersi da Gabriele, amorevolmente custodito nel nostro cuore.
Sono trascorsi sei anni dalla scomparsa di mio fratello e circa quattro dalla formale costituzione della Fondazione che porta il suo nome.
Lunedì prossimo saremo ospiti
dell'Istituto Comprensivo " La Giustiniana" di Roma, dove avrà luogo la premiazione del concorso letterario bandito dalla Fondazione.
L'idea di svolgere la manifestazione all'interno di un istituto scolastico, rispetto alle sfavillanti sale istituzionali, è apparsa più confacente allo spirito della Fondazione.
Il nostro obiettivo è diretto a coniugare
lo sport e il sociale ed è giusto presentare l'attività della Fondazione in una scuola.
Il modesto contributo che in questo senso possiamo offrire deve essere condiviso con i più giovani anche per evidenziare loro, in un momento storico assai difficile per tanti motivi, l'importanza di valori genuini, spontanei che superino l'esclusivo materialismo di cui è permeata la società attuale, sport incluso.
Non mi soffermo ad elencare le delusioni incontrate sino ad oggi nella gestione della Fondazione, limitandomi a sottolineare che se da un lato la solidarietà dimostrata dalla gente ci ha aiutato sotto più aspetti, dall'altro è mancata la continuità ed in particolare la presenza fisica, lasciando troppo spazio alle impalpabili adesioni virtuali. Rimane comunque certo che fino a quando potremo è giusto sostenere e ringraziare, ad esempio, tutti coloro che l'11 Novembre si recheranno nuovamente a donare il sangue ricordando Gabriele, ed è altrettanto doveroso prendere esempio da tutti i ragazzi che mossi unicamente dalla profonda umanità che li contraddistingue si prestano ad organizzare e coordinare le giornate dedicate alle donazioni.
Questo è il patrimonio che non vogliamo disperdere ma anzi cercheremo di implementare onorando la memoria di Gabriele."

Cristiano Sandr
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COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA

Lunedì il 2° Premio di Letteratura Calcistica Gabriele Sandri dedicato al Giornalista Andrea Pesciarelli

Parteciapano Zingaretti, Pancalli,Valentini, Verini

Organizzato dalla Fondazione Gabriele Sandri  si svolgerà Lunedi 11 novembre alle ore 10.00 a Roma, presso l’Istituto Comprensivo La Giustiniana in Via Silla 3, il 2° Premio di Letteratura Calcistica Gabriele Sandri.

Saranno premiate  Opere letterarie Edite e Inedite, che hanno come tema il gioco del calcio, il tifo e il ricordo di Gabriele Sandri. Arrivate in un gran numero, le opere sono state selezionate dalla Giuria composta da Cristiano Sandri (Presidente), Clemente Mimun (Direttore TG5),  Giancarlo Governi (scrittore, autore e produttore televisivo), Mauro Mazza (Direttore Rai Uno), Michele Plastino (autore e conduttore Goal di Notte), Prof.  , Simona Ercolani (autrice televisiva SFIDE).

“La finalità del premio è la valorizzazione della letteratura calcistica (poesie, saggi, narrativa) per contribuire, nel nome di Gabriele, -  dichiara Cristiano Sandri  fratello e Presidente della Fondazione-  a diffondere tra i giovani e nella società civile italiana una cultura del calcio fondata su valori sani, aggregativi e principi costruttivi ed è proprio per questo che abbiamo scelto come luogo una scuola .”

L' edizione di quest'anno verrà dedicata al giornalista Andrea Pesciarelli, scomparso due anni fa in un incidente stradale.

Saranno Presenti il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’Assessore allo Sport del Comune di Roma  Luca Pancalli, il Papà di Gabriele, Giorgio Sandri, la moglie di Andrea Pesciarelli, Elisabetta e i componenti del Consiglio Direttivo della Fondazione il Vice Presidente On. Walter Verini e il direttore Generale della Figc Antonello Valentini.

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Settore chiuso settore discriminato

Che si potesse arrivare ad un uso così squilibrato delle norme e dei regolamenti sportivi c’era da aspettarselo, qual’era l’antifona era abbastanza chiaro da anni.  Come per questioni ben più serie, ci ritroviamo da italiani ad essere penalizzati dall'arida ed inarrestabile  macchina sanzionatrice che è diventata l’Europa.  Non il continente e neanche l’insieme dei suoi abitanti, tanto meno dai tifosi di calcio, ma dall'organizzazione che si occupa di calcio e che in perfetta coerenza con i tempi della inevitabile globalizzazione, va a braccetto con la sua sorella maggiore che è la F.I.F.A..

L’UEFA a quanto pare  ha preferito mutare la sua veste apparendo  come una ghigliottina istituzionale, ha deciso quindi di mettere sotto torchio la nostra federazione calcistica, la quale non senza imbarazzo si è trovata costretta  a dover aggiustare, per quanto possibile, il tiro sconsiderato che l’applicazione di certe norme europee richiedevano.

Quando il sistema sbarella, a traballare è tutta la macchina ma chi ne paga le conseguenze, come al solito, è il libero tifoso che si ritrova ad essere sempre meno libero e sempre più spinto lontano dagli stadi. L'UEFA  dal canto suo dorme tranquilla, per questi galantuomini  se i biglietti venduti calano, non calano gli abbonamenti di Sky, quindi finchè i diritti (quelli televisivi..) vengono rispettati il carrozzone può proseguire la sua corsa.  E così tra divieti di accesso, squalifiche del campo, gogne mediatiche ecc. il tifoso o  dice basta e appende sciarpa e cappello al chiodo oppure si incattivisce sempre di più.

E si perché il caos generato, tra i suoi effetti collaterali può  a sua volta generare un peggioramento  di certi atteggiamenti, paradossalmente proprio di quelli che le norme applicate vorrebbero combattere. Insomma parliamoci chiaro non è che nel 2013 scopriamo che esistono gli insulti verbali e se proprio fossimo stati dei dormiglioni, frequentando gli stadi ce ne saremmo di certo accorti da tempo, forse già da fine ottocento. Nel paese dei campanili, delle chiacchiere da bar, delle rivalità tra bar, troviamo un po’ fuori luogo per non dire ipocrita inasprire i regolamenti e chiudere i settori con lo scopo un po utopistico di moralizzarci tutti, ci chiediamo se seguendo tale orientamento antropologico non  sia necessario vietare qualsiasi tipo di  satira proclamando la chiusura di testate come il "Vernacoliere…" che sulla rivalità  di campanile appunto ha costruito il suo duraturo successo.

Esiste poi una bella differenza tra una punizione sommaria ed una norma concepita per educare e migliorare le brutte abitudini. La differenza sta innanzitutto nel buon senso di chi le norme le disegna pensando alle finalità ma anche al contesto in cui queste dovranno trovare applicazione. Lo stadio, non ci stancheremo mai di ripeterlo è un luogo di aggregazione che senza alcuna discriminazione, raccoglie nello stesso luogo fisico ed ideale, persone di ogni estrazione sociale e  culturale. In quanto tale ogni individuo, che noi preferiamo chiamare persona, porta con sé le sue abitudini ed i principi che lo caratterizzano anche all'interno di una grande arena sportiva. Chiudere uno stadio perché qualcuno ha insultato qualcun altro non solo è una imposizione coatta spropositata ma crea a sua volta discriminazione, punendo tutti per colpa di pochi. Quando poi la questione ruota attorno al concetto di colpa allora le obiezioni che ne possono sorgere sono innumerevoli.

Perché se insultare è oggettivamente sbagliato, va anche detto che non possiamo chiudere un’autostrada perché un automobilista ha preso a male parole un camionista di un altro paese. Ma di che parliamo, l’accanimento non va combattuto con l’accanimento, tanto meno quando questo è concepito in una sala istituzionale. Per non parlare poi delle strumentalizzazioni politiche che queste sanzioni possono creare, da un lato come dall’altro, in fin dei conti si sta parlando di discriminazioni, pertanto la politica viene chiamata in ballo d’ufficio. Ed allora come la mettiamo, se si sostiene che la politica debba stare fuori dalle curve, perché questa dovrebbe essere legittimata a risiedere nelle leghe sportive.  Fermiamoci tutti quindi e cerchiamo di ripartire da una base di buon senso, smettiamola con le regole esemplari che esemplari non sono, smettiamola di condannare tutto e tutti e soprattutto smettiamola di chiudere gli stadi. Le nuove generazioni già passano troppo tempo davanti ad uno schermo LCD, lasciamo che possano mettere il naso fuori di casa per andare allo stadio e vedere una partita di calcio dove i giocatori ancora sudano, e dove le magliette si bagnano e si strappano per davvero, dove l’agonismo convoglia le pulsioni aggressive in un sistema di norme comportamentali positive e non negative. Ma siamo sicuri che il buon esempio venga sempre dato dai giocatori professionisti?  Siamo sicuri che le società siano eticamente degli esempi? Siamo sicuri che l’UEFA abbia lo spessore morale per definire quali siano i valori guida che gli spettatori debbano condividere?

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