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11 NOVEMBRE

Gli anni passano ma ciò che era forte è evidentemente rimasto tale. Gabriele, dopo quell'attimo che lo ho destinato prematuramente all'eternità, è divenuto un simbolo per molti e motivo di ispirazione di tante azioni, tutte nobili.


Gabriele, dopo quel giorno terribile, sono arrivati a conoscerlo in tanti, hanno letto le sue storie, hanno imparato a comprendere il suo carattere, ma per chi lo conosceva davvero come chi sta scrivendo in questo momento, è difficile poter descrivere con pienezza il suo carattere. Se si dovesse sintetizzare in una sola parola, la prima che mi viene in mente è sorriso. Gabriele non rideva, sorrideva, la differenza è sostanziale, aveva quel sorriso che hanno i giusti ed i nobili d'animo, il sorriso di chi ha l'entusiasmo della vita che scorre nelle vene, il sorriso di chi è sempre pronto a donarsi per un amico in difficoltà.


Ugualmente, se dovessi immaginare un gesto che più degli altri potesse onorare la sua memoria, non potrei non pensare a quello che da ormai
7 anni, da Lecce a Milano da Trieste a Bari, Andria, Trani, Pesaro, Roma, si ripete nel suo nome; donare, donarsi agli altri senza conoscerli, concedersi senza chiedere, ecco questo è senza dubbio il gesto che meglio di altri racconta Gabriele.

I Gruppi Volontari Donatori di Sangue Gabriele Sandri, svolgono silenziosamente la loro preziosissima opera, aiutando le banche del sangue che troppo spesso si ritrovano con le sacche vuote, in particolare nei periodi più difficili come quelli estivi tanto per fare un esempio.

Oggi nell'anniversario dell'11 Novembre, come Fondazione, vogliamo ricordarlo così dedicando spazio a quelle persone che si sono prese un impegno senza che nessuno glie lo avesse chiesto, attivando le pratiche burocratiche per organizzare un gruppo donatori presso un centro trasfusionale, organizzandolo e poi continuando a coordinarlo ed animarlo nel tempo. Lo dedichiamo a tutti coloro che anche solo per una volta oppure ripetutamente con cadenza semestrale, sono usciti di casa digiuni per andare a donare 45 cl del proprio sangue ispirati proprio da Gabriele.
E' a costoro che va il nostro pensiero e non crediamo di esagerare se ci permettiamo di dire che con la loro opera hanno omaggiato nel modo migliore il nostro Gabriele. 
Il
Bambin Gesù ci ha fornito una piccola lista con dei nomi che si sono distinti quanto a generosità, a loro va un nostro encomio particolare per essersi distinti tra chi faceva già del bene a prescindere senza.
Un grazie ai ragazzi di Lecce, sempre in prima fila, a Milano tra le prime a schierarsi, a Bari ed a tutta la Puglia, a Pesaro ed alla sempre solidale Triesta
Ma grazie anche a tutti coloro che ricordano Gabriele nella loro intimità come quelli che spendono una parola od una preghiera in suo nome

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Cresceranno tifosi

Perché una società civile, possa essere veramente tale, occorrerebbero numerose opere e numerosi gesti compiuti proprio dai cittadini. Ma ogni azione, se non ispirata da valori capaci di richiamare e coinvolgere più persone, rimarrebbe un gesto isolato che con il tempo cadrebbe nel dimenticatoio. E' per questo che insistiamo così tanto sui valori, perché solo con essi e su di essi si può creare unione tra persone distanti tra loro, tramandando ciò che merita di generazione in generazione.

Oggi, Pubblichiamo il pensiero che meglio esprime il vero significato di questo nuovo progetto che assieme alla Regione Lazio stiamo portando avanti, pensiero scritto proprio da Cristiano sul sito www.crescerannotifosi.it in veste non soltanto di presidente della Fondazione ma soprattutto di fratello maggiore e  padre di famiglia:

Cresceranno tifosi, non è soltanto il titolo di un progetto, è anche un augurio affinchè i nostri ragazzi possano crescere come uomini prima che come tifosi, perchè ciò accada è però necessario che abbiano la possibilità di farlo  all’interno di una comunità di cui condividono valori e speranze.

Parlando dei giovani ai giovani si corre sempre il rischio di inciampare in frasi farcite di retorica che lasciano il tempo che trovano, è per questo che ho deciso di farlo nella veste di fratello maggiore di Gabriele prima che come presidente della Fondazione a lui intitolata. Esprimendosi con il cuore infatti si hanno maggiori possibilità di arrivare al cuore degli altri.
I ragazzi a cui ci rivolgiamo oggi, vivono in un mondo in continuo mutamento che viaggia a velocità spesso non adatte a tutti, capace di lasciarne molti in dietro, dimenticandoli ed emarginandoli, e’ soprattutto a loro, a questa categoria più esposta al rischio della scelta sbagliata che mi voglio rivolgere.
Sono convinto che tranne rarissime eccezioni nessuno nasca veramente cattivo, e che si arrivi a commettere atti profondamente sbagliati solo per un percorso di vita che non si è scelto ma al quale ci si è dovuti adeguare proprio perchè lasciati soli nel momento del bisogno. Essere liberi di scegliere non deve quindi essere inteso come un privato atto egoistico ma al contrario come momento di responsabilità, quando si sceglie chi essere nella vita non si sta prendendo una decisione che  condiziona solo noi stessi ma bisogna essere ben consapevoli che le decisioni prese produrranno effetti per tutta la società che ci circonda.

Come padre di famiglia, conscio del ruolo di primo educatore che ricopro, ho accettato di promuovere questa iniziativa perché sento di poter dare un contributo alle generazioni future, aiutandole quindi a capire meglio quanto possano essere importanti per loro e per la futura comunità valori come quelli della solidarietà, della correttezza e del rispetto verso l’altro tenendo sempre bene a mente l’assoluto rilievo che ricopre la persona.

Il rispetto della persona come valore universale e quindi il rifiuto delle scelte più facili che spesso coincidono con atti di violenza privata, imparando a distinguere i cattivi dai buoni esempi come nel mondo dello sport e del calcio in particolare. Questo fenomeno eccezionale come il calcio,  che ci appassiona tutti, lascia spesso spazio a cattive interpretazioni, vorremmo quindi concentrarci su quanto di buono possa esprimere per mettere da parte i cattivi esempi.
Etica dello sport quindi, esempio positivo e propositivo, imparando che è dall'impegno e dal sacrificio che nascono le cose migliori e non dalla menzogna o dall’abuso della propria forza fisica, aiutando il più debole ed il meno fortunato, creando unità quindi e non separazione.
Perchè essere tifosi possa essere prima di tutto un fatto positivo
Cristiano Sandri
www.crescerannotifosi.it

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Cresceranno tifosi

L’iniziativa della Fondazione Sandri nel giorno del derby capitolino

Cresceranno Tifosi

“Cresceranno Tifosi”: è questo il nome del progetto promosso dalla Fondazione Sandri, che coinvolgerà tutte le scuole della Regione Lazio,

con l’intento di favorire un corretto approccio, da parte delle nuove generazioni, al mondo dello sport ed in particolare a quello del calcio.

Agli studenti si chiederà di dare spazio alla fantasia e ideare delle frasi da esporre allo stadio anche grazie alla ampia collaborazione delle società capitoline e dell’intera Regione.

Le scuole vincitrici si recheranno alternativamente allo stadio per seguire una partita esponendo gli striscioni dichiarati vincitori, oltre ad  assistere agli allenamenti delle squadre aderenti al progetto.

Il percorso didattico dovrà essere ispirato alle seguenti tematiche:

- lo sport per superare qualunque barriera (riservato alle sole classi prime)

- lo sport e il Fairplay (riservato alle sole classi seconde)

- la cultura dello sport strumento di integrazione e incontro tra le generazioni (riservato alle sole classi terze)

Materiale di approfondimento è già disponibile sul sito www.crescerannotifosi.it e il termine ultimo per la presentazione dei

lavori, prodotti dalle scuole medie, è stato fissato per il 30 marzo.

«Parlando dei giovani ai giovani si corre sempre il rischio di inciampare in frasi farcite di retorica che lasciano il tempo che trovano ed è per questo

che ho deciso di farlo nella veste di fratello maggiore di Gabriele», Cristiano Sandri, Presidente dell’omonima Fondazione. «Esprimendosi con il cuore, infatti, si hanno maggiori possibilità di arrivare al cuore degli  altri. Sento di dover parlare anche come padre di famiglia, conscio del ruolo di primo educatore che ricopro: ho accettato di promuovere questa iniziativa perché sento di poter dare un contributo alle generazioni future, nella comprensione di quanto possano essere importanti, per loro e per la futura comunità, valori come quelli della solidarietà, della correttezza e del rispetto verso l’altro. Sicuro anche del fatto che la passione, il senso di appartenenza e di comunità, è caratteristica che si ritrova in modo sostanziale nel complesso ed affascinante mondo delle tifoserie», conclude Cristano Sandri.

«Insegnare ai ragazzi delle scuole medie ad essere tifosi nel modo giusto, nel rispetto degli altri e e nell'esclusivo amore della propria squadra e dello sport è un'iniziativa giusta e importante che abbiamo sempre sostenuto. Per questo consideriamo prezioso il lavoro svolto dalla Fondazione Sandri per la nostra comunità e per i nostri giovani», ha spiegato il Presidente della Regione Lazio,

Nicola Zingaretti.

Anche il CONI ha aderito come promotore all’iniziativa

“Ho sempre seguito con attenzione il lavoro della Fondazione, impegnata nel promuovere sani valori a favore del mondo dei giovani e, in particolare, dei tifosi”, ha detto il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano,Giovanni Malagò. “Partecipo da tifoso alle sorti della mia squadra con grande passione, sono quindi consapevole dell’importanza che il calcio e tutte le discipline sportive rivestono per la formazione dell’individuo. Mi piace sottolineare anche quanto mi emozioni, ogni volta, ascoltare - dalle curve dello stadio - il coro dedicato a Gabriele”

 

Maggiori info sul sito  www.crescerannotifosi.it

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Settimo anniversario, ricordando te ricordiamo anche gli altri

Oggi ricorre il settimo anniversario della scomparsa di Gabriele. Quest'anno lo vogliamo ricordare, sicuri di non essere i soli a farlo, volgendo un pensiero a tutti coloro che hanno avuto un destino simile al suo. A quelle vite che sono state spezzate ingiustamente,  che troppo presto hanno interrotto il loro cammino terreno, lasciando i propri cari alle prese con il dolore e con un senso di frustrazione difficile da spiegare.


Lo vogliamo ricordare così, nella speranza che casi come il suo non si ripetano più e che il suo sacrificio possa essere un monito per sempre valido, capace di fermare ogni abuso ed ogni atto di insensata brutalità. Evocando dunque quel senso di responsabilità che è troppe volte mancato, lasciando libero spazio ad un cieco e fatidico egoismo dalle tragiche conseguenze.


In un giorno come questo, in cui si susseguono vorticosamente sentimenti contrastanti,  vogliamo rivolgere un pensiero a tutti i familiari che attendono legittimamente verità e giustizia.


Gabriele Vive



 

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