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Cinque anni di Fondazione, nove anni senza te

Questo articolo sarebbe dovuto uscire qualche giorno fa, per suggellare i cinque anni di attività della Fondazione Gabriele Sandri ma come il nome ricorda, la Fondazione nasce per una questione seria che non si può sottovalutare ne tantomeno omettere. Così ci è sembrato più giusto far coincidere questo pensiero con l’anniversario della scomparsa di Gabriele, scomparsa che ha si lasciato un vuoto incolmabile in chi lo conosceva ma che lo ha in parte ridotto con la solidarietà dimostrata da molti, tantissimi che pur non conoscendolo, da subito sentirono il bisogno di manifestare i propri sentimenti in tutta Italia. E si perché prima che la Fondazione vedesse i suoi natali, ci sono stati anni di trasferte in tutto il paese esattamente come faceva Gabriele quando seguiva la sua Lazio. Giornate passate in viaggio per incontrare i rappresentanti delle tifoserie italiane, momenti carichi di intensità emotiva difficili da raccontare, è così che Giorgio, papà di Cristiano e Gabriele le ricorda, per lui infatti ogni viaggio era una scoperta sempre nuova che lo riempiva di orgoglio facendogli conoscere quella realtà che non esitò a definire come la parte migliore del nostro paese. Arrivò quindi il momento in cui il comitato costitutivo (fortemente voluto dall’allora Sindaco di Roma Walter Veltroni che per primo comprese la gravità reale dell’accadimento), dovette lasciare il passo alla costituzione vera e propria della Fondazione Gabriele Sandri. Con l’assegnazione della sede, grazie all’impegno della Giunta capitolina, impegno proseguito senza alcuna interruzione anche quando il testimone passò al Sindaco Gianni Alemanno ed all’assessore allo sport Alessandro Cochi, proprio laddove all’inizio del ventesimo secolo nasceva la squadra del cuore di Gabriele, in Piazza della Libertà nel cuore del Rione Prati si iniziò a muovere nella galassia nebulosa del mondo calcistico e del suo seguito ma approcciando ad esso da un punto di vista differente rispetto al solito. La scommessa consisteva proprio in questo, riuscire a fare cultura partendo dalla storia di chi in quel mondo aveva vissuto e questo significava ascoltare le esperienze sia dei protagonisti principali, ovvero i calciatori ma anche e soprattutto di chi ricopriva un ruolo considerato eccessivamente passivo, i tifosi. Ma il mondo degli appassionati del football è veramente eterogeneo, tanto da raccogliere la partecipazione davvero di tutte le categorie presenti nella società, senza distinzione alcuna di classe o credo politico, per cui le testimonianze comprendevano un numero davvero elevato di figure.

Da allora, un susseguirsi di iniziative di vario genere, dalla nascita della  Biblioteca del Calcio proprio nei locali di Piazza della Libertà, alle innumerevoli presentazioni di libri e mostre fotografiche. In quella piazza è stato realizzato il primo concorso artistico con esposizione permanete delle opere aventi come tema il gioco del calcio ma quello artistico non è stato il solo concorso ad essere bandito dalla Fondazione, all’interno del Festival Nazionale delle Cultura del Calcio, venne infatti lanciato un premio letterario diviso nelle categorie per le opere edite ed inedite. Ma tra un premio ed una presentazione, continuava l’opera forse più preziosa e sicuramente più nobile svolta  dai Gruppi Donatori di sangue Volontari intitolati al DJ romano, gruppi in costante crescita su tutto il territorio nazionale; all’esempio dato dai donatori romani, nel periodo antecedente alla costituzione della Fondazione, seguirono in tempi piuttosto brevi quelli di Milano, Lecce, Bari, Andria, Trani ed ancora Pesaro e Trieste. A costoro va sicuramente un ringraziamento particolare per quanto fatto e per quanto continuano a fare lontano dai riflettori, il gesto di chi dona, non ci stancheremo mai di dirlo è forse il più puro in assoluto proprio perché ci si priva di qualcosa di molto prezioso senza un corrispettivo materiale.

In questi cinque anni di iniziative e di soddisfazioni, le difficoltà non  sono mai mancate, cosi come i momenti frustranti dovuti alla complessità di certi meccanismi legati alla burocrazia ed al sistema comunicativo. Una volta individuato infatti nelle nuove generazioni, l’interlocutore principale al quale sottoporre i nostri progetti, la mole di lavoro necessario si è moltiplicato e con esso le relative spese che per un ente no profit rappresentano un punto interrogativo se si guarda al futuro ed alla continuità. Gli studenti delle scuole medie divennero quindi protagonisti, salendo in cattedra per esprimere il loro punto di vista, accettando di dare delle risposte alle domande nate durante la premiazione del secondo bando letterario Gabriele Sandri presieduto proprio dal Primo rappresentate della Regione Lazio Nicola Zingaretti nel 2013, nella aula magna del Plesso scolastico di Via Silla a Roma.

A quell’evento fece seguito il progetto ben più ambizioso denominato “Cresceranno Tifosi” conclusosi non molto tempo fa, con esso sono sorti nuovi dubbi e nuove strategie da intraprendere sempre coerentemente con ciò che Gabriele era e ciò che il suo nome rappresenta oggi stesso; Cristiano, suo fratello prima che presidente della Fondazione, ha da sempre ritenuto che oltre alla cultura ed alla veicolazione di messaggi fondati sui valori piuttosto che sulle parole, non ha mai abbandonato l’idea di usare la Fondazione per fare del bene. Aiutare chi ha meno e chi non ha più nulla ad esempio, cercando di fare ancora meglio di quanto già fatto fin ora con gli ospedali o con i detenuti del carcere di Perugia. Gestire una Fondazione rappresenta un’opportunità per chi vuol fare del bene ed il nome che porta costituisce un onere oltre che un onore, qualsiasi cosa si faccia in nome di Gabriele deve poter continuare ad essere ispirato dal sentimento della generosità,  ed in questa giornata in cui si ricorda una vita ingiustamente spezzata ci sembra corretto ribadire quali sono i valori su cui poggia  la Fondazione Gabriele Sandri.

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11 NOVEMBRE

Gli anni passano ma ciò che era forte è evidentemente rimasto tale. Gabriele, dopo quell'attimo che lo ho destinato prematuramente all'eternità, è divenuto un simbolo per molti e motivo di ispirazione di tante azioni, tutte nobili.


Gabriele, dopo quel giorno terribile, sono arrivati a conoscerlo in tanti, hanno letto le sue storie, hanno imparato a comprendere il suo carattere, ma per chi lo conosceva davvero come chi sta scrivendo in questo momento, è difficile poter descrivere con pienezza il suo carattere. Se si dovesse sintetizzare in una sola parola, la prima che mi viene in mente è sorriso. Gabriele non rideva, sorrideva, la differenza è sostanziale, aveva quel sorriso che hanno i giusti ed i nobili d'animo, il sorriso di chi ha l'entusiasmo della vita che scorre nelle vene, il sorriso di chi è sempre pronto a donarsi per un amico in difficoltà.


Ugualmente, se dovessi immaginare un gesto che più degli altri potesse onorare la sua memoria, non potrei non pensare a quello che da ormai
7 anni, da Lecce a Milano da Trieste a Bari, Andria, Trani, Pesaro, Roma, si ripete nel suo nome; donare, donarsi agli altri senza conoscerli, concedersi senza chiedere, ecco questo è senza dubbio il gesto che meglio di altri racconta Gabriele.

I Gruppi Volontari Donatori di Sangue Gabriele Sandri, svolgono silenziosamente la loro preziosissima opera, aiutando le banche del sangue che troppo spesso si ritrovano con le sacche vuote, in particolare nei periodi più difficili come quelli estivi tanto per fare un esempio.

Oggi nell'anniversario dell'11 Novembre, come Fondazione, vogliamo ricordarlo così dedicando spazio a quelle persone che si sono prese un impegno senza che nessuno glie lo avesse chiesto, attivando le pratiche burocratiche per organizzare un gruppo donatori presso un centro trasfusionale, organizzandolo e poi continuando a coordinarlo ed animarlo nel tempo. Lo dedichiamo a tutti coloro che anche solo per una volta oppure ripetutamente con cadenza semestrale, sono usciti di casa digiuni per andare a donare 45 cl del proprio sangue ispirati proprio da Gabriele.
E' a costoro che va il nostro pensiero e non crediamo di esagerare se ci permettiamo di dire che con la loro opera hanno omaggiato nel modo migliore il nostro Gabriele. 
Il
Bambin Gesù ci ha fornito una piccola lista con dei nomi che si sono distinti quanto a generosità, a loro va un nostro encomio particolare per essersi distinti tra chi faceva già del bene a prescindere senza.
Un grazie ai ragazzi di Lecce, sempre in prima fila, a Milano tra le prime a schierarsi, a Bari ed a tutta la Puglia, a Pesaro ed alla sempre solidale Triesta
Ma grazie anche a tutti coloro che ricordano Gabriele nella loro intimità come quelli che spendono una parola od una preghiera in suo nome

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Cresceranno tifosi

Perché una società civile, possa essere veramente tale, occorrerebbero numerose opere e numerosi gesti compiuti proprio dai cittadini. Ma ogni azione, se non ispirata da valori capaci di richiamare e coinvolgere più persone, rimarrebbe un gesto isolato che con il tempo cadrebbe nel dimenticatoio. E' per questo che insistiamo così tanto sui valori, perché solo con essi e su di essi si può creare unione tra persone distanti tra loro, tramandando ciò che merita di generazione in generazione.

Oggi, Pubblichiamo il pensiero che meglio esprime il vero significato di questo nuovo progetto che assieme alla Regione Lazio stiamo portando avanti, pensiero scritto proprio da Cristiano sul sito www.crescerannotifosi.it in veste non soltanto di presidente della Fondazione ma soprattutto di fratello maggiore e  padre di famiglia:

Cresceranno tifosi, non è soltanto il titolo di un progetto, è anche un augurio affinchè i nostri ragazzi possano crescere come uomini prima che come tifosi, perchè ciò accada è però necessario che abbiano la possibilità di farlo  all’interno di una comunità di cui condividono valori e speranze.

Parlando dei giovani ai giovani si corre sempre il rischio di inciampare in frasi farcite di retorica che lasciano il tempo che trovano, è per questo che ho deciso di farlo nella veste di fratello maggiore di Gabriele prima che come presidente della Fondazione a lui intitolata. Esprimendosi con il cuore infatti si hanno maggiori possibilità di arrivare al cuore degli altri.
I ragazzi a cui ci rivolgiamo oggi, vivono in un mondo in continuo mutamento che viaggia a velocità spesso non adatte a tutti, capace di lasciarne molti in dietro, dimenticandoli ed emarginandoli, e’ soprattutto a loro, a questa categoria più esposta al rischio della scelta sbagliata che mi voglio rivolgere.
Sono convinto che tranne rarissime eccezioni nessuno nasca veramente cattivo, e che si arrivi a commettere atti profondamente sbagliati solo per un percorso di vita che non si è scelto ma al quale ci si è dovuti adeguare proprio perchè lasciati soli nel momento del bisogno. Essere liberi di scegliere non deve quindi essere inteso come un privato atto egoistico ma al contrario come momento di responsabilità, quando si sceglie chi essere nella vita non si sta prendendo una decisione che  condiziona solo noi stessi ma bisogna essere ben consapevoli che le decisioni prese produrranno effetti per tutta la società che ci circonda.

Come padre di famiglia, conscio del ruolo di primo educatore che ricopro, ho accettato di promuovere questa iniziativa perché sento di poter dare un contributo alle generazioni future, aiutandole quindi a capire meglio quanto possano essere importanti per loro e per la futura comunità valori come quelli della solidarietà, della correttezza e del rispetto verso l’altro tenendo sempre bene a mente l’assoluto rilievo che ricopre la persona.

Il rispetto della persona come valore universale e quindi il rifiuto delle scelte più facili che spesso coincidono con atti di violenza privata, imparando a distinguere i cattivi dai buoni esempi come nel mondo dello sport e del calcio in particolare. Questo fenomeno eccezionale come il calcio,  che ci appassiona tutti, lascia spesso spazio a cattive interpretazioni, vorremmo quindi concentrarci su quanto di buono possa esprimere per mettere da parte i cattivi esempi.
Etica dello sport quindi, esempio positivo e propositivo, imparando che è dall'impegno e dal sacrificio che nascono le cose migliori e non dalla menzogna o dall’abuso della propria forza fisica, aiutando il più debole ed il meno fortunato, creando unità quindi e non separazione.
Perchè essere tifosi possa essere prima di tutto un fatto positivo
Cristiano Sandri
www.crescerannotifosi.it

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Cresceranno tifosi

L’iniziativa della Fondazione Sandri nel giorno del derby capitolino

Cresceranno Tifosi

“Cresceranno Tifosi”: è questo il nome del progetto promosso dalla Fondazione Sandri, che coinvolgerà tutte le scuole della Regione Lazio,

con l’intento di favorire un corretto approccio, da parte delle nuove generazioni, al mondo dello sport ed in particolare a quello del calcio.

Agli studenti si chiederà di dare spazio alla fantasia e ideare delle frasi da esporre allo stadio anche grazie alla ampia collaborazione delle società capitoline e dell’intera Regione.

Le scuole vincitrici si recheranno alternativamente allo stadio per seguire una partita esponendo gli striscioni dichiarati vincitori, oltre ad  assistere agli allenamenti delle squadre aderenti al progetto.

Il percorso didattico dovrà essere ispirato alle seguenti tematiche:

- lo sport per superare qualunque barriera (riservato alle sole classi prime)

- lo sport e il Fairplay (riservato alle sole classi seconde)

- la cultura dello sport strumento di integrazione e incontro tra le generazioni (riservato alle sole classi terze)

Materiale di approfondimento è già disponibile sul sito www.crescerannotifosi.it e il termine ultimo per la presentazione dei

lavori, prodotti dalle scuole medie, è stato fissato per il 30 marzo.

«Parlando dei giovani ai giovani si corre sempre il rischio di inciampare in frasi farcite di retorica che lasciano il tempo che trovano ed è per questo

che ho deciso di farlo nella veste di fratello maggiore di Gabriele», Cristiano Sandri, Presidente dell’omonima Fondazione. «Esprimendosi con il cuore, infatti, si hanno maggiori possibilità di arrivare al cuore degli  altri. Sento di dover parlare anche come padre di famiglia, conscio del ruolo di primo educatore che ricopro: ho accettato di promuovere questa iniziativa perché sento di poter dare un contributo alle generazioni future, nella comprensione di quanto possano essere importanti, per loro e per la futura comunità, valori come quelli della solidarietà, della correttezza e del rispetto verso l’altro. Sicuro anche del fatto che la passione, il senso di appartenenza e di comunità, è caratteristica che si ritrova in modo sostanziale nel complesso ed affascinante mondo delle tifoserie», conclude Cristano Sandri.

«Insegnare ai ragazzi delle scuole medie ad essere tifosi nel modo giusto, nel rispetto degli altri e e nell'esclusivo amore della propria squadra e dello sport è un'iniziativa giusta e importante che abbiamo sempre sostenuto. Per questo consideriamo prezioso il lavoro svolto dalla Fondazione Sandri per la nostra comunità e per i nostri giovani», ha spiegato il Presidente della Regione Lazio,

Nicola Zingaretti.

Anche il CONI ha aderito come promotore all’iniziativa

“Ho sempre seguito con attenzione il lavoro della Fondazione, impegnata nel promuovere sani valori a favore del mondo dei giovani e, in particolare, dei tifosi”, ha detto il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano,Giovanni Malagò. “Partecipo da tifoso alle sorti della mia squadra con grande passione, sono quindi consapevole dell’importanza che il calcio e tutte le discipline sportive rivestono per la formazione dell’individuo. Mi piace sottolineare anche quanto mi emozioni, ogni volta, ascoltare - dalle curve dello stadio - il coro dedicato a Gabriele”

 

Maggiori info sul sito  www.crescerannotifosi.it

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