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Una nuova Cultura della Vita e dello Sport

Una nuova Cultura della Vita e dello Sport, nel nome di Gabbo. Convegno alla Camera dei Deputati.

Anch'io sono uno di voi!” Ieri Giorgio Sandri ha concluso così il suo intervento nel workshop “Una nuova cultura per la vita e per lo sport” organizzato in ricordo di Gabbo dalla Fondazione Foedus: “Se per tre anni lo slogan 'Gabriele uno di noi' ha unito miglia di giovani nelle città e negli stadi di tutta Italia – ha detto papà Sandri nella Sala della Mercede della Camera dei Deputati – a questo meraviglioso popolo di gente onesta e coraggiosa che ho avuto accanto nella battaglia di verità e giustizia ingaggiata nel nome di mio figlio, da oggi dico loro di essere io uno di voi!”

 

Sala gremita, persone di tutte le età, tifosi e non solo, radunati in una sede istituzionale del nostro parlamento che per un giorno ha smesso i panni della politica per stringersi compatta nel ricordo di un giovane mai dimenticato. Erano in tanti, da Antonio Buccioni, presidente della Polisportiva Lazio, a Paolo Lenzi di Lazio Family al Roma Club Palazzo Chigi. Dal comitato promotore della raccolta di 25.000 firme a sostegno della targa della memoria per l'autogrill di Badia Al Pino (ancora in attesa di autorizzazione definitiva) ad esponenti della politica e del mondo dell'informazione. Insieme a Giorgio Sandri, sul tavolo dei relatori c'erano l'On. Mario Baccini (promotore dell'iniziativa), il Direttore del Corriere dello Sport Alessandro Vocalelli, Stefano Raucci di Radio Radio e lo scrittore Maurizio Martucci, da sempre attento a raccontare ogni sviluppo della vicenda Sandri, ora racchiusa nel suo ultimo libro 'Cuori Tifosi': “Con la sentenza d'appello di Firenze – ha detto Martucci – Gabriele ha finalmente avuto giustizia e la sua famiglia può guardare al futuro con più serenità, anche se nessuno potrà riparare quel vuoto incolmabile. Oggi Gabbo può riposare in pace: la solidarietà espressa dai tifosi in questi anni è stato qualcosa di straordinario.”

 

Un patrimonio che non vuol certo disperdere Giorgio Sandri, disponibile a continuare a lanciare nuovi traguardi per diffondere una nuova cultura all'insegna della vita e dello sport: “Il Popolo di Gabriele mi ha sempre chiesto di non mollare. E io non mollo. Vorrei dar voce a tutte quelle persone che per troppo tempo non hanno avuto interlocutori disposti ad ascoltarli. Dare voce a chi non ce l'ha significa uscire dal ghetto, far capire che i tifosi non sono tutti dei delinquenti o dei nemici della società. Negli stadi ci sono tante energie positive, c'è gente spinta dal cuore, da nobili ideali e da pura passione. C'è un mondo sommerso di ragazzi, fatto di uomini e donne, che non vuol più sentirsi isolato, emarginato, strumentalizzato.”

 

Il dibattito è stato aperto dalle parole dell'On. Mario Baccini, amico personale della famiglia di Gabbo (anche lui abita alla Balduina): “L'immagine sorridente di Gabriele Sandri è riuscita a far quello che nessuno prima d'ora aveva mai fatto prima. Questa triste storia insegna tanto a tutti: ha unito milioni di persone, tifosi di Lazio, Roma, Juve, Milan ed Inter come ti tantissime altre squadre. Per questo mi sono adoperato direttamente scrivendo al Ministro dei Trasporti Matteoli, affinché venga al più presto autorizzata la posa della targa a Badia Al Pino Est. Quella stele può rappresentare il simbolo di un cambiamento, di un rinnovamento consapevole per una nuova generazione che vuol guardare al futuro con valori morali, alto senso civico e rispetto della vita umana.” Parlando di azioni e progetti culturali nati nel nome di Gabriele, Maurizio Martucci ha sottolineato come i suoi ultimi saggi siano stati mossi proprio dall'intento di creare una cultura nuova, disponibile al dialogo e al confronto, consapevole degli errori del passato ma protesa alla preservazione della memoria storica autentica: “Il miglior antidoto contro i fenomeni degenerativi negli stadi – ha spiegato Martucci – è certamente quello di creare un terreno comune e condiviso, partendo proprio dall'esempio di quello che non va più ripetuto, dal martirio immotivato di giovani vittime, i morti del calcio. Nel libro 'Cuori Tifosi' racconto tante altre tragedie come quella della famiglia Sandri. E poi con l'altro libro 'Football Story' (patrocinato dalla Fondazione Gabriele Sandri, NdR) ho aperto un nuovo filone storiografico, la musealizzazione e le mostre del calcio sparse nel mondo possono arginare la crisi d'identità prodotta dal calcio moderno, sempre più privo di radici e tradizione”.

 

A queste parole si è riagganciato anche Giorgio Sandri, parlando del ricordo del figlio: “Gabriele era un ragazzo come tanti, l'espressione della vita e dell'amore per lo sport. In ogni sua foto appare sempre sorridente perché lui era così. Amante del calcio, un calcio che oggi non c'è più anche perché non si è più capaci di percepire gli umori dei tifosi:  chi mi ha scaldato di più il cuore sono stati proprio loro, i tifosi. Ho i brividi se penso a quella volta che in un derby entrai in Curva Sud con la sciarpa della Lazio al collo, oppure quando andai sotto la Curva Nord a deporre i fiori sullo striscione per Gabriele accompagnato da Daniela, la mamma. E poi l'affetto dello stadio di San Siro, l'abbraccio di quest'estate dei tifosi atalantini o la vicinanza dei ragazzi di Parma e di Firenze. Ecco, questo è il lato umano del calcio, questo è il Popolo di Gabriele che in me potrà sempre trovare una persona aperta al confronto.”

 

Intanto a Fiumicino ci sarà la prossima iniziativa: il 22 Dicembre nel palazzetto dello sport cittadino si celebrerà il classico derby di calcio a 5 del litorale in una giornata all'insegna dell'amicizia (prevista anche l'esibizione di giovani calciatori in erba). L'incasso sarà devoluto in beneficenza alla Fondazione Gabriele Sandri, per non dimenticare, promuovendo cultura sociale.

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